chi sono

Mi presento: sono Arianna
Fin da bambina il mondo dei fili ha suscitato in me un grande fascino. Is contus degli anziani della famiglia e del vicinato hanno nutrito in modo sotterraneo questa mia passione. I racconti delle Janas che filavano e tessevano i nostri giorni e le stagioni in preziose stoffe, sottili come l’aria, non potevano lasciare indifferente il mio animo sognatore. Mia nonna cuciva gli abiti per me e per le altre bambine della famiglia e trascorrevo interi pomeriggi a studiare i movimenti delle sue mani che sapientemente piegavano le stoffe e davano forma ai nostri desideri. Affamata di sapere, la riempivo di domande per imparare a confezionare gli abiti per le mie bambole, senza lasciare nulla al caso. I suoi gesti hanno segnato il mio ingresso nel mondo dell’arte del saper fare, un mondo che mi chiamava insistentemente e al quale sentivo di appartenere. Crescendo, quella che da molti era considerata una semplice curiosità, è diventata la mia vita. Infatti, è proprio l’interesse infantile nei confronti del mondo del cucito che mi ha indotta a scoprire l’affascinante mondo della tessitura.
A 17 anni ho cominciato una ricerca sulle simbologie dei tessuti sardi e, in seguito, a considerare le varie similitudini tra la tessitura isolana e quella delle culture più antiche. Così, qualche anno dopo sono giunta al cospetto del primo vero telaio. Dal 2007 ho imparato a filare e tessere il bisso marino e la lana; poi dal 2009, parallelamente, è cominciata la mia ricerca sull’arte del lino. Grazie ai ricordi degli anziani e di chi, in passato, ha visto lavorare la nobile fibra vegetale, ho conosciuto e recuperato gli antichi attrezzi da lavoro, li ho restaurati o ricostruiti e ho sperimentato personalmente le varie fasi della lavorazione, tra successi e fallimenti, che certamente non mi hanno scoraggiata. Con caparbietà, dedizione e immensa passione, ho infine potuto dare vita a quest’antica tradizione tessile sarda.
Oltre alle testimonianze sulla lavorazione della fibra, ho raccolto riti e racconti legati al lino che appartengono alla tradizione orale.
fascio di lino pettinato
Da qualche anno semino il lino in un piccolo terreno, lo lavoro e lo filo per poi tesserlo, seguendo un procedimento interamente manuale. Creo gli orditi che vestiranno il telaio e disegno i motivi dei miei arazzi che si rifanno a quelli tradizionali: alberi della vita, animali, donne e danze ricamati in punta di dita con la tecnica “mostr’e agu”, utilizzando la lana sarda tinta con i colori estratti dalle piante spontanee, raccolte seguendo i cicli stagionali.